giovedì 8 gennaio 2009

Giustifica(zioni) e Notizie (c)he concernono la conservaz(ione) delli Privilegy del Sag. Mo(nte) della Pieta' di Forli

Sul Monte della Pietà di Forlì, ormai da troppi decenni, aleggia il mistero sul suo antico archivio:
dapprima conteso fra laici ed ecclesiastici, in seguito disperso ed espoliato dalle truppe napoleoniche ed infine distrutto dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale.
Per la storia moderna di Forlì una perdita incalcolabile: un vero e proprio vuoto di memoria storica e documentaria sulla "più importante pia istituzione cittadina" di antica memoria.
Una lacuna enorme se si pensa al ruolo sociale, culturale ed economico svolto dal Monte della Pietà fra l'inizio del '500 e la fine dell'800, fra rinascimento e rivoluzione industriale; insomma, una pagina bianca nella bibliografia tematica regionale e non solo.
Già nell'inventario degli Archivi delle Provincie dell'Emila Romagna del 1861, alla voce d'indice "Congregazione di Carità" si leggeva « ... chi voglia giovarsi degli antichi documenti di tali fondazioni, non può farlo sì agevolmente; perché, mentre l'archivio è ben custodito nella sua parte moderna, nella parte più antica, per contrario, offre l'aspetto di una dimentica congeria di carte; tanto che a mala pena vi potremmo prender notizia dell'esistenza di alcuni libri attinenti allo spedale maggiore ed al Monte di Pietà, che risalgono alla metà del secolo XVI».
Nella scheda relativa dell'Archivio di Stato di Forlì, a mano è stato scritto «Il Monte di Pietà di Forlì è stato assorbito dalla Cassa dei Risparmi di Forlì nel 1948 - L'archivio, antichissimo, con atti del 1200, è stato distrutto a seguito degli eventi bellici della 2a Guerra Mondiale - Informazione curata dal Rag. Mosti, vecchio impiegato del Monte di Pietà di Forlì, il quale ha vissuto tali vicende.»
Sempre in Archivio di Stato, nel cenno storico dell'inventario degli Enti Comunali di Assistenza si trova la seguente nota «Purtroppo le carte del periodo "Congregazione di Carità" sono andate distrutte, salvo poche eccezioni che si possono notare nell'inventario che segue, a causa di un incendio verificatosi nei locali ove le carte erano conservate (piani superiori del Monte dei Pegni, via Saffi 2/A), locali occupati nell'inverno del 1944-45 dalle truppe alleate.»
Così pure nella pubblicistica contemporanea, dalle guide ai saggi storici ai trattati architettonici, i riferimenti al Sacro Monte della Pietà di Forlì sono succinti, limitati, e le scarne notizie sono sempre tratte dalla precedente bibliografia.
Da alcuni mesi però, spinti da curiosità, spirito di ricerca e da un'indagine a tutto campo, che ha "scandagliato" i vari archivi., "setacciato" tutto quanto pubblicato e, come in una "caccia al tesoro", "scovato" alcuni indizi di riferimento, è emerso che alcuni fondi d'archivio (poco più di una decina di filze manoscritte, variamente datate e in precario stato conservativo) sono rintracciabili nell'archivio della Cassa dei Risparmi di Forlì, ma ancor meglio, è stato ritrovato e poi restaurato un intero volume del '700 intitolato:
GIUSTIFICA(zioni) E NOTIZIE CHE CONCERNONO LA CONSERVAZ(ione)
DELLI PRIVILEGI DEL SAG. MO(nte) DELLA PIETA' DI FORLI'


carta 1 r
«In Dei Nomine Amen. Anno ab eiusdem Nazinitate Mi(lle)
Septigesimo decimo nono Sedente Sanctissimo Domino Nvo (_)

Providentia Papa Clemente Undecimo Indetto duodecima (-)

nevo terzia Jannary

Hoc Ego Transumputm quorandam Consiliorum Secreti et Ge(nerali)

respective per me infrascriptum Ill.ma Comunitatis Civ(-)
ny factum, licet aliena manu tamen mihi fida ex libri(_)
Consiliorum dicte Civitatis de Anno 1505 usque ad a(nno)
1511 existen in Secretaria dicta Comunitatis tenoris se(guente)
Die 21 Marty 1510
Congregato et cohadunato Consilio Generali in loco cconsueto
ad sonum Campana parve, ut moris est in quo grid(-)
interfuerunt Sexdecim Consiliary, et inter eos per omny
fuit obtentum infrascriptum partitum proponendum in (-)
Ludo fiat Mons Pietatis
Dicto die
Congregato et cohadunato Consilio generali in loco (-)
solito ad sonum Campane grosse et parve, ut mo(-)
(-) premisso per Iisonem publicum in presenzia (-)
defectu omnium Consiliorum deficientum in dicto Consilio(-)
quidem Consilio interfuerunt quinquaginta unus Consilia (-)
me Matheum Cancellarium infracriptum publice, et (-)
fuir propositum in dicto Consilio, quale per Consili(-)
fuerat obtentum pred-ta partita proponenda in p(-)
quibus arengari pecty more solito super quibus exi(-)
infrascripti Arengatore (-) omissis alys (-)
et post solitas Arengas fuit factum infrascriptum (-)
Deinde fuit dictum per me Cancellarium inf(-)
placet quod Mons Pietatis fiat et ei dentur pro elemosyna, et
pro p≈nti anno applicentum ille centum libre bo≈ quas habere debe=
rent Confalonery pro P≈nti anno, et etian ille centum duecentarum bon≈ in
ludi Litterary Scolarum, et totum Salarium unius Anni omnium Pif
farorum, ponat fabam albam, quadraginta novem albas, et duas nigras
Ego Oratius Marcianesius Notarius, et Secret.s dicte Comunitatis
ut supra extraxi, et signavi »

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